Qui si mangiano mele

Quale può essere il massimo della trasgressione in paradiso se non mangiare mele. Una mela al giorno.. dicono i saggi del popolo. Chissà se hanno mai associato una mela all’altra? Voglio dire che si, lo so che una è metaforica e l’altra è materiale, ma stiamo parlando della conoscenza. Volete dirmi che la conoscenza non serve a tenere il medico lontano? Trovo interessante come la mela sia, nel immaginario collettivo, contemporaneamente simbolo del inizio di tutti i mali e simbolo della cosa per cui più si prega. Conoscenza e salute. Forse non è conoscenza ma consapevolezza. Comunque sia, qui si mangiano.

Siccome questo è il mio paradiso e faccio quello che voglio, qui si mangiano mele. Ed è severamente proibito mangiare mele. E solo chi le mangia è benvenuto. Nel mio paradiso si mangiano mele sognando ad occhi aperti sotto la pioggia. Nel mio paradiso ci sono belle case, ma noi ci sediamo per terra, appoggiati ai loro muri, all’ombra. Nel mio paradiso ci sono autostrade a sei corsie, ma noi viaggiamo con la fantasia. Nel mio paradiso andiamo a correre al parco aspettando che qualcuno ci porti una mela o che all’orizzonte si veda una nuvola. Nel mio paradiso siamo tecnologici q.b. perché la tecnologia è come il sale.

Non mi ricordo chi, ne per quale motivo ha detto che il messaggio è il medium. Che insomma, se non ho capito male, non importa quello che si dice ma con quale strumento lo si comunica. Se un’informazione arriva dalla TV, arriva un certo messaggio, invece se arrivasse da una lettera portata dal postino arriverebbe un altro messaggio perché appunto è il mezzo a fare la differenza. Io non so quale messaggio possa arrivare da questo blog. Mi chiedo come possa essere interpretato. A rileggere i paragrafi scritti si potrebbe dire che parlano del blog, ma ho parlato anche di altro. Ho parlato della cultura popolare e delle contraddizioni al suo interno. Ho parlato della religione chiusa in se stessa e della scienza che spesso la esclude. Ho parlato poi di me e quindi del mio potenziale pubblico. Persone che amano cambiare idea, non tanto per cambiare, ma perché hanno trovato una spiegazione più valida. Persone con passione per la conoscenza tanto da fermarsi dove capita per approfondire un concetto.

Mi viene in mente una persona con la quale potrei chiarire questi miei dubbi. Possiamo fare certi discorsi, io e lei. Potremmo anche fare un blog in cui ci confrontiamo su queste cose. Lei saprebbe dirmi se questo è un post o un meta post. Da delle informazione, comunica un messaggio o parla del blog. A me piace scrivere cosi, in equilibrio tra una cosa e l’altra. La mia vita non dipende di come va questo blog. L’autostima un po’ si, ma per quella ci sono rimedi.

Questa è una mela: il blog è uno strumento oppure può essere considerato un’entità comunicante? Ha tutto quello che serve. Ha un aspetto. Ha meta comunicazione e comunicazione. Può risultare, a persone diverse, aggressivo, passivo o assertivo. Certo che esiste il blogger, ma il blogger non è il blog, e il lettore non conosce il blogger. Se quel tizio canadese ha ragione, il blog è un entità che vive di vita propria. Certo, è un parassita della mia mente e delle mie dita, poi le bollette di internet e luce le pago io, ma il dubbio mi resta..

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Ho un nome che è un desiderio
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